La proroga dello Smart Working per i privati

I lavoratori del settore privato potranno continuare a lavorare in smart working, almeno fino al 31 marzo 2021, nonostante lo stato di emergenza sia stato prorogato fino al 30 aprile 2020.

Purtroppo, quello che stiamo vivendo da ormai un anno a questa parte è un momento senza precedenti. Fare previsioni rispetto a ciò che potrebbe accadere anche nell’immediato futuro diventa molto complicato. Infatti, bisogna fare i conti con una pandemia che fa ancora tanta paura, nonostante l’arrivo dei primi vaccini sul mercato.

Comprensibile, dunque, la difficoltà, specie per i lavoratori del settore privato, di pianificare quello che sarà il loro futuro. Tanti i dubbi ed i quesiti ai quali proveremo a dare una risposta in questo articolo.

La proroga dello Smart Working fino al 31 Marzo

Al fine di favorire il lavoro agile e, al contempo, provare a tenere sotto controllo il Covid-19, sul finire del 2020 il Governo italiano ha prorogato lo smart working semplificato. Si tratta di una misura che consente ai dipendenti di poter lavorare presso un luogo differente rispetto all’ufficio o alla sede operativa, anche in assenza di un accordo individuale con l’azienda.

In base a quanto stabilito dal comma 1 dell’articolo 90 del Decreto Rilancio, i lavoratori dipendenti del settore privato che hanno almeno un figlio di età minore di 14 anni ha diritto a lavorare da casa tramite procedura semplificata fino ala fine dello stato di emergenza. Dunque, per quest’ultimi è fatta salva la possibilità di lavorare in smart working almeno fino al 30 aprile 2021.

Si tratta di un risultato comunque interessante, se consideriamo che la pandemia ha messo a dura prova anche la gestione quotidiana degli impegni familiari. Per la scuola è un periodo difficile. Lo è stato nella fase 1 dell’emergenza epidemiologica e lo è tuttora.

Con l’instabilità degli indici di contagio, non è semplice intuire se gli studenti di ogni ordine e grado riusciranno a portare a termine l’anno scolastico in presenza. Il lavoro agile, per molte famiglie, è stato un provvedimento fondamentale perché ha permesso ai genitori di supportare i figli nel difficile approccio alla didattica a distanza.

Cosa definisce il decreto Milleproroghe 2021

Il Decreto Milleproroghe 2021, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 dicembre 2020, fa ancora fatica ad essere convertito in legge. La fase di stallo che sta attraversando il Governo nazionale certamente non aiuta, contribuire a rendere il quadro della situazione poco incoraggiante.

Tale provvedimento nasce da una duplice esigenza: da una parte, rinviare a tempi migliori l’entrata in vigore di alcune disposizioni, dall’altra prorogare la validità di leggi prossime alla scadenza.

Questo decreto non si è concentrato su un aspetto in particolare ma ha coinvolto diversi settori e questioni: dallo smart working per i privati allo stop alle cartelle esattoriali fino al 28 febbraio, dall’allungamento dei tempi per l’ottenimento della patente (durata del foglio rosa pari ad un anno, piuttosto che sei mesi) all’aggiustamento dei prezzi dei pedaggi autostradali.

È stata, inoltre, concessa una proroga fino al 31 dicembre 2021 per lo svolgimento in modalità semplificata (vale a dire a distanza) degli esami di stato per commercialisti, agronomi, architetti, psicologi, geometri, farmacisti, odontoiatri ed altre categorie ancora.

Non finisce qui. Previste misure per la semplificazione dei collegamenti con tecnologia fibra ottica sia degli ospedali che delle scuole.

Sospesi, infine, fino al 30 giugno 2021 i provvedimenti di sfratto per motivi di morosità, per gli immobili che rappresentano l’abitazione principale del debitore e per quelli pignorati ed abitati dal debitore esecutato.

dipendente privato lavora da casa in smart working come prevede l'ultima proroga

Cosa succederà dopo il 31 Marzo?

In assenza di proroghe della procedura semplificata, per milioni di italiani potrebbe arrivare il momento di tornare in ufficio. Attenzione, questo non significa che sia necessariamente un male. Il punto è un altro: gli uffici saranno pronti ad accogliere a pieno regime tutti i dipendenti?

Qualora non dovesse esserci la proroga della smart working, le soluzioni nell’ambito privato sono due:

  1. I lavoratori e i datori di lavoro concordano, laddove possibile, il prosieguo della prestazione lavorativa in smart working;
  2. Si procede al graduale rientro dei lavoratori negli uffici, ma a condizione di garantire il pieno rispetto delle normative anti-contagio.

Non rimarrebbe, dunque, che affidarsi al buon senso e alla responsabilità delle aziende. Potremmo considerare il 2020 come l’anno zero dello smart working in Italia, quello in cui è stata testata, su scala praticamente nazionale, una nuova modalità di approccio al lavoro.

C’è stato, dunque, il tempo di conoscere il lavoro agile, commettere errori e correggere il tiro. L’augurio è che le aziende possano aver raggiunto una maturità tale da riuscire a valutare obiettivamente costi e benefici della gestione di un lavoratore in smart working.

Ovviamente, anche il Governo dovrà recitare la propria parte, incentivando le imprese a ricorrere, nei casi in cui è possibile, in modo sempre più massiccio al lavoro agile.