Gli incentivi per chi lavora in Smart Working

Il Covid-19 ha condotto molti Paesi, tra cui l’Italia, in una crisi economica forte e dalla quale non sarà facile uscire. Durante i mesi del lockdown, le imprese appartenenti a diversi settori hanno dovuto interrompere le attività per limitare la diffusione del contagio.

Alcune aziende, invece, sono state più fortunate. Hanno, infatti, potuto garantire continuità produttiva attraverso lo Smart Working in Italia. Se fino a pochi mesi fa lavorare in modalità smart working non era considerata una priorità, oggi lo scenario è completamente mutato. Andiamo a vedere quali sono state le iniziative e gli incentivi proposti dal Governo per favorire l’adozione del lavoro agile.

Gli incentivi per le aziende

Considerando che l’improvvisa emergenza ha colto impreparata l’Italia, le aziende hanno avuto poco tempo per prepararsi nella maniera adeguata allo smart working. Il Governo nazionale non ha posto veti alla possibilità per i dipendenti delle aziende private di lavorare utilizzando i propri device. Le aziende sono, dunque, state esentate dall’obbligo di investire risorse economiche importanti per permettere ai dipendenti di lavorare efficacemente da casa.

A livello centrale, lo Stato non ha ideato particolari incentivi per le aziende che adottano lo smart working. In tal senso, conviene dare uno sguardo alle iniziative introdotte dalle Regioni. La Regione Lazio ha istituito contributi a fondo perduto a vantaggio delle aziende che acquistano strumenti tecnologici necessari per svolgere efficacemente il lavoro in smart working. Rientrano nel contributo anche i servizi di consulenza e formazione, utili per organizzare al meglio le attività lavorative degli smart worker. Il contributo prevede una dotazione finanziaria variabile, a seconda del numero di dipendenti, da € 7.500,00 a € 22.500.

Un’altra regione che ha promosso iniziative interessanti sul fronte dello smart working è la Lombardia. Era facilmente prevedibile che la Regione italiana più colpita dal Covid-19 non rimanesse inerme dinnanzi alla possibilità di garantire sostegno alle aziende in difficoltà. Tra l’altro, dobbiamo considerare l’enorme peso esercitato dal tessuto economico lombardo sul PIL italiano, in particolare da una città come Milano, ritenuta la capitale economica dell’Italia.

La Lombardia ha messo a disposizione 4.500.000,00 euro, a vantaggio delle imprese iscritte alla Camera di Commercio di una provincia lombarda. Sarà possibile accedere all’iniziativa fino al 15 dicembre 2021. Le modalità per l’accesso al contributo sono sostanzialmente le stesse di quelle che abbiamo visto con la regione Lazio. La ripartizione dei fondi avviene, dunque, a seconda del tipo di operazione che si va a finanziare e del numero di dipendenti che lavorano all’interno dei confini delle Lombardia.

Gli incentivi per i lavoratori

Il Decreto 34/2020, noto anche come decreto Rilancio, ha stabilito all’articolo 90 la possibilità per i genitori che lavorano nel settore privato e che hanno almeno un figlio minore di 14 anni di svolgere la prestazione lavorativa in modalità smart working.

Questo incentivo è stato motivato dalle difficoltà logistiche derivate dalla chiusura anticipata delle scuole per l’anno scolastico 2019-2020. Lavorando da casa, per un genitore è sicuramente più facile prendersi cura dei propri figli, specie in un momento delicato come quello che tutto il Paese sta attraversando.

Anche per gli smart worker vi è l’opportunità di accedere al congedo parentale nel periodo compreso tra il 5 marzo ed il 31 luglio 2020. L’accesso al congedo parentale è garantito ai genitori che lavorano come dipendenti nel settore privato, con figli di età non superiore ai 12 anni e, in ogni caso, per un periodo massimo di 30 giorni, sia continuativo che frazionato.

Interessanti incentivi per gli smart worker, seppur indiretti, sono stati promossi dalle regioni Lazio e Lombardia. Si parla di incentivi indiretti in quanto è il datore di lavoro a beneficiare dell’accesso ai fondi. Non tutte le tipologie contrattuali, però, sono state incluse all’interno dei bandi regionali.

Ad esempio, la regione Lazio ha previsto gli incentivi per i dipendenti con contratto a tempo indeterminato o indeterminato, soci-lavoratori di cooperative e dipendenti con contratto di apprendistato. Escluse, quindi, alcune categorie, come i tirocinanti o i lavoratori assunti con contratto di somministrazione così come i collaboratori d’impresa, i titolari d’impresa, i componenti dei Consigli d’Amministrazione e i lavoratori in possesso di un contratto di lavoro intermittente. Discorso sostanzialmente identico per la regione Lombardia.

Queste iniziative sono molto interessanti in quanto potranno favorire una sperimentazione che in Italia sarebbe dovuta partire già da tempo ma che solo poche imprese, prima del Covid-19, avevano attuato. Inoltre, considerando che vige grande incertezza ma soprattutto difficoltà nell’ipotizzare la fine dell’emergenza, lo smart working sarà davvero fondamentale per evitare la perdita di posti di lavoro e assicurare il prosieguo dell’attività d’impresa.