Digitalizzazione delle imprese: il contributo da richiedere

La digitalizzazione delle imprese italiane non può più attendere. Il Covid-19 e il lockdown a cui l’intero Paese è stato sottoposto per mesi hanno evidenziato il ritardo di molte aziende nostrane rispetto al digitale.

Molte attività commerciali sono state costrette a chiudere i battenti. Alcune di queste, forse, si sarebbero potute salvare se avessero anticipato di qualche anno la corsa alla digitalizzazione.
Il problema è anche di tipo generazionale. Le imprese guidate dai giovani sono molto più propense all’utilizzo delle tecnologie digitali rispetto a quelle dirette da una generazione che ha cominciato a fare business in un’epoca non digital.

Eppure, esistono anche dei contributi che lo Stato concede per aiutare le aziende ad attuare la digitalizzazione. Il più importante è, sicuramente, il voucher MISE. Andiamo a vedere cos’è, come funziona e chi può farne richiesta.

Voucher del MISE: Cos’è il contributo per la digitalizzazione

Il voucher del MISE è un contributo che il Ministero dello Sviluppo Economico riconosce alle micro, piccole e medie imprese. Si tratta, nello specifico, di un voucher il cui valore non può superare i 10 mila euro. Il voucher deve essere utilizzato per migliorare l’infrastruttura tecnologica dell’azienda o per la digitalizzazione dei processi aziendali.
Andando nello specifico, è possibile sfruttare il voucher per acquistare servizi specialistici, sia hardware che software. L’importante è che, al di là della tipologia di intervento effettuato, si raggiungano obiettivi di miglioramento dell’efficienza aziendale.

Ad esempio, il contributo per la digitalizzazione si può impiegare per lo sviluppo degli e-commerce. Sempre più aziende avvertono la necessità di vendere tramite il commercio elettronico. Il voucher può rappresentare una grande opportunità per proiettare il proprio business nell’affascinante mondo delle vendite online.
Ma non finisce qui. Il Covid-19 ha costretto molte attività a modernizzare l’organizzazione del lavoro. a tal proposito, il contributo del MISE può essere utilizzato per promuovere forme flessibilità di lavoro, come lo smart working in Italia oppure il telelavoro.

A livello infrastrutturale, l’Italia appare poco preparata rispetto agli altri paesi dell’Unione Europea. Ecco perché il MISE ha avallato la possibilità di usufruire del voucher anche per favorire l’impiego della connettività a banda larga o ultralarga o del collegamento ad Internet tramite tecnologia satellitare. Interessante una ulteriore ipotesi che si concentra sulla formazione. Per colmare il gap che molte aziende hanno accumulato sotto il profilo delle conoscenze e delle competenze in campo digitale, il MISE ha aperto anche all’opportunità di utilizzare il voucher per la realizzazione di interventi di formazione qualificata.

Quali sono le agevolazioni

Ogni impresa può usufruire di un unico voucher, il cui importo non può superare i 10 mila euro. Il MISE finanzia il 50% del totale delle spese ammissibili. Volendo fare un esempio, se gli interventi da effettuare ammontano complessivamente a 18 mila euro, il Ministero riconosce all’impresa un contributo massimo pari a 9 mila euro.

Che l’azienda sia una microimpresa (meno di 10 dipendenti e fatturato annuo non superiore a 2 milioni di euro), una piccola impresa (meno di 50 dipendenti e fatturano annuo non maggiore di 10 milioni di euro) o una media impresa (meno di 250 dipendenti e fatturato annuo non più alto di 50 milioni di euro), l’importo del contributo non cambia.

Chi può ottenerlo

Le micro, piccole e medie imprese, indipendentemente dalla forma giuridica in cui sono costituite, possono presentare la domanda per il voucher. Il contributo può essere concesso alle imprese attive in tutti i comparti di attività economica, eccezion fatta per i settori della produzione primaria di prodotti agricoli, pesca e acquacoltura. Nel caso in cui quest’ultime imprese svolgano delle attività economiche che diano diritto al voucher, il contributo può essere concesso a condizione che sia presente un sistema di separazione delle attività.

Una delle principali questioni relative all’agevolazione ha coinvolto gli studi professionali ed i liberi professionisti. Su questo punto, però, il MISE è stato abbastanza chiaro. Infatti, l’agevolazione è consentita solo a chi svolge l’attività in forma d’impresa e disponga dell’iscrizione al Registro delle Imprese.
È importante, inoltre, sapere che non possono richiedere il voucher MISE le imprese che, nel momento in cui presentano la domanda per l’ottenimento del contributo, debbano affrontare una procedura concorsuale o si trovino in stato di:

  • Liquidazione;
  • Amministrazione controllata;
  • Concordato preventivo;
  • Fallimento

Nel caso in cui una stessa impresa disponga di più sedi operative, rimane comunque il limite di presentazione di una domanda per ogni azienda.