Smart Working: il caso studio Unicredit

Negli ultimi tempi, sembra che lo smart working sia sulla bocca di tutti. La realtà dei fatti, però, è che solo poche aziende italiane sono pronte a questa svolta epocale.

Perché? Molto più semplice di quanto si possa pensare. Il motivo sta nel fatto che le imprese non hanno quasi mai mostrato interesse verso questo nuovo approccio al lavoro. Per fortuna, ci sono anche delle eccezioni alla regola, come ci dimostra il caso di uno dei principali gruppi bancari in Italia e in Europa.

Unicredit è una delle prime aziende italiane ad aver investito energie nello smart working assieme a Barilla. Per il gruppo bancario, il lavoro agile nasce dall’esigenza di responsabilizzare tutte le risorse che fanno parte dell’azienda attraverso un approccio al lavoro focalizzato sugli obiettivi.

L’azienda Unicredit

Unicredit rappresenta uno dei principali gruppi di credito, sia a livello nazionale che europeo. Opera in 32 Paesi e vanta circa 26 milioni di clienti e 89.000 dipendenti. Oltre che in Italia, il gruppo bancario è presente anche in Germania, Austria e in Europa centro-orientale.

Gli ultimi anni non sono stati semplici per il Gruppo Unicredit. Il nuovo piano di sviluppo 2020-2023 prevede una forte crescita delle attività digitali, inesorabilmente accompagnata ad una drastica riduzione del numero di hub fisici e, purtroppo, anche di dipendenti. Solo in Italia potrebbero essere chiuse circa 450 filiali, con la perdita di circa 8.000 posti di lavoro.

Proprio la chiusura di diverse filiali potrebbe rappresentare un’ulteriore spinta verso un’adozione sempre più massiccia del lavoro flessibile. Del resto, l’azienda non ha fatto mistero di voler puntare molto sugli investimenti tecnologici ai fini del miglioramento della produttività.

Gli anni successivi allo scoppio della crisi economica del 2008 sono stati particolarmente duri anche per Unicredit che ha dovuto fare i conti con un calo degli utili. Non è da escludere che, qualora le azioni intraprese conducano ai risultati sperati, l’azienda possa introdurre un nuovo piano di assunzioni. Del resto, in Unicredit l’innovazione è di casa ed il successo dei precedenti progetti di smart working fa ben sperare anche in vista del futuro.

azienda Unicredit che è stata una delle prime aziende a lavorare in smart working Le misure adottate per lavorare in Smart Working

Unicredit ha lanciato il progetto pilota di smart working in Italia, addirittura nel 2011. Parliamo, dunque, di quasi dieci anni fa. Nel corso degli anni, l’istituto di credito italiano ha continuato a lanciare iniziative importanti in tal senso.

Nel 2014, ad esempio, il lavoro agile è stato implementato con successo all’interno delle sedi Unicredit di Milano. Il programma si è basato, in primo luogo, sull’ascolto delle esigenze dei lavoratori, con l’obiettivo di comprendere e conoscere non soltanto le priorità professionali ma anche quelle personali.

Il progetto ha, inoltre, posto al centro un’approfondita analisi dei livelli di occupazione degli spazi, pervenendo ad una nuova definizione del concetto di spazio aziendale sia all’interno che all’esterno dei locali adibiti alle attività lavorative.

Il successo dei primi progetti ha spinto Unicredit ad ampliare la popolazione di soggetti potenzialmente interessati ad accedere al lavoro flessibile, arrivando a coinvolgere circa 30.000 dipendenti.

Unicredit ha investito molte risorse per permettere agli impiegati di lavorare non soltanto dagli hub più vicini al domicilio del dipendente ma di operare direttamente da casa. Un traguardo che è stato raggiunto attraverso il pieno coinvolgimento dei manager che hanno seguito uno specifico percorso formativo per acquisire le competenze necessarie per gestire con successo il team anche da remoto.

Smart Working: perché prendere spunto da Unicredit

Unicredit rappresenta un’azienda dall’elevato grado di innovatività. Il fatto di essere stata tra le primissime realtà in Italia ad utilizzare un approccio flessibile al lavoro la dice lunga sulle capacità del management di anticipare i cambiamenti del mercato con l’obiettivo di creare benessere a lungo termine.

Il programma smart working di Unicredit, sin dagli esordi, ha saputo focalizzarsi su una componente fondamentale per la buona riuscita dei progetti di lavoro agile. Stiamo parlando del cosiddetto trust, ossia della fiducia reciproca che è stata raggiunta tra i manager ed i dipendenti.

Unicredit ha sottolineato più volte che il successo dello smart working è stato possibile grazie alla capacità dei manager di acquisire una leadership basata su una cultura aziendale rinnovata e focalizzata non tanto sulla gestione della quotidianità ma sul raggiungimento di obiettivi chiari e concreti.

Questo è un segnale molto importante che le aziende del nostro paese dovrebbero cogliere. La formazione è l’unico strumento su cui è possibile far leva per combattere l’iniziale e, forse, anche fisiologica resistenza al cambiamento. Senza dei manager preparati, pronti all’ascolto e consapevoli di ciò che significhi gestire un team in smart working è davvero complicato sperare di ottenere grandi risultati.